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Alice attraverso lo specchio: recensione del film

Alice attraverso lo specchio: recensione del film Alice attraverso lo specchio: recensione del film

Alice attraverso lo specchio: recensione del film

A distanza di ben sei anni, ecco che ci viene proposto il seguito di Alice in Wonderland, questa volta però non troviamo l’eccentrico Tim Burton alla regia, ma solo come co-produttore del film. Il regista di Alice attraverso lo specchio è James Bobin, noto per aver diretto i film I Muppet e Muppets 2 - Ricercati. 

Questi film sono tratti dai libri di Lewis Carroll (il primo Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, il secondo Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò), e diciamocelo sinceramente anche se il primo film aveva fatto molti incassi al botteghino e tutto sommato era un bel film, ci aspettavamo di più da Burton. Ma è anche vero che quando c’è di mezzo la Disney ci sono dei limiti imposti anche ad un regista come lui. Il problema di questo sequel è che si nota la mancanza del precedente regista, infatti, si ha meno impatto a livello emotivo e anche meno stupore. Ovviamente gli effetti speciali rimangono di alta qualità e ricchi di particolari ben studiati.

Nel film vediamo gli attori, che erano presenti già nel primo film, riprendere i panni degli stessi personaggi: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Anne Hathaway ed Helena Bonham Carter. Anche in questo film come in Alice in Wonderland le musiche sono del grande Danny Elfman, con lui si ha sempre garanzia di qualità. Rivediamo anche vecchi personaggi, come lo Stregatto e anche nuovi personaggi come Humpty Dumpty, anche quest’ultimo presente nel libro di Carroll. Del secondo libro da cui prende spunto il film non troviamo granché, la trama è stata totalmente stravolta e a mio parere banalizzata con dei viaggi nel tempo. 

Il fatto che nel film Alice abbia viaggiato per tre anni sulla nave del padre e una volta ritornata a casa trovi che il suo ex-fidanzato,  che ha ereditato la compagnia del defunto padre, gli voglia togliere tutto come una sorta di “vendetta” per averlo rifiutato è una dinamica già vista in altri film. Se avessero lasciato la trama più simile a quella del libro, avrebbero avuto un risultato di gran lunga più originale del salto nel tempo alla “Ritorno al Futuro”.
  Il Cappellaio Matto è più matto del solito e anche in fin di vita, perché crede che la sua famiglia uccisa dal Ciciarampa sia ancora viva, così Alice viaggia nel tempo per impedire che questi muoiano. Così si imbatte nella storia non solo del Cappellaio ma anche delle due regine sorelle: Regina Bianca (Anne Hathaway) e Regina Rossa (Helena Bonham Carter). 

Parte così un’escalation di scene che portano Alice a fare un bel giretto nel tempo, tutto questo contro la volontà stessa di Tempo (Sacha Baron Cohen) che cerca di fermarla. Ovviamente sempre la stessa storia vista e stravista, il tempo non può e non deve essere modificato. Altrimenti le conseguenze possono essere disastrose, lo sanno bene Marty McFly e Doc… 

Concludendo io mi domando, perché non lasciare la trama di Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, che è sì più malinconico del primo libro, ma ha una trama che si incentra sul tema degli scacchi (tanto che vi è uno schema di gioco fin all’inizio del libro) e si vede anche una maturazione in Alice. Che dire,  addio “meraviglie” benvenuta banalità.

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