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Robinson Crusoe: recensione del film di animazione del 2016

Robinson Crusoe: recensione del film di animazione del 2016 Robinson Crusoe: recensione del film di animazione del 2016

Robinson Crusoe: recensione del film di animazione del 2016


Robinson Crusoe (uscito negli Stati Uniti come The Wild Life) è un film d’animazione franco-belga in 3D realizzato al computer e distribuito da StudioCanal il 30 marzo 2016 in Belgio e il 20 aprile 2016 in Francia.Il film è stato diretto da  Vincent Kesteloot e Ben Stassen.

In Robinson Crusoe troviamo le voci di Davide Perino (Robinson Crusoe), Nanni Baldini (Mac - Martedì), Tiziana Avarista (Rosie), Carlo Valli (Scrubby), Luigi Ferraro (Pango), Monica Ward (Epi), Valentina Favazza (Kiki) e Vladimiro Conti (Mal).

Su una piccola isola del Pacifico, South Island, Mac, un pappagallo e i suoi amici vivono la loro vita perfetta. 
Cielo azzurro, acqua cristallina, deliziosa frutta da mangiare. 
Ma ogni giorno è lo stesso e Mac si annoia molto e sogna di lasciare il suo piccolo paradiso per esplorare il mondo. 
Poi un giorno, dopo una violenta tempesta tropicale, si sveglia e trova un enorme nave sulla spiaggia da dove
escono Robinson Crusoe e il suo cane, Aynsley. All’insaputa di tutti, due gatti feroci sono sopravvissuti alla tempesta e sono determinati a prendere il controllo dell’isola e far pagare agli umani gli anni di maltrattamenti che hanno subito sulla nave.

Nel film, Robinson Crusoe gioca un ruolo di supporto; gli animali sono le star e raccontano la storia dal loro punto di vista. 
Il direttore Vincent Kesteloot ha affermato che era importante che gli animali mantenessero le loro caratteristiche intrinseche per evitare che diventassero esseri umani a quattro zampe, anche se parlano la stessa lingua. 
Dopo il naufragio Robinson Crusoe si sente come un pesce fuor d’acqua ma scopre presto che grazie all’aiuto di tutti gli animali sull’isola può sopravvivere e proteggere il poco bestiame che è sulla nave.

Robinson Crusoe è un film d’animazione rivolto a un pubblico fino ai sei di età e presenta le stesse avventure vivaci 
come l’amato romanzo di Daniel  Defoe a cui è inspirato ma lasciando fuori i cannibali, gli omicidi e il commercio di schiavi, cioè gli argomenti poco adatti alla fascia di età a cui è indirizzato anche se la morte del cane di Crusoe potrebbe turbare i più piccoli.

La telecamera a colori di Bunuel mostra un paesaggio molto bello, di navigare su un mare infinito e una spiaggia vuota però vengono mostrate insieme ad un senso di frustrazione di un uomo solo e con la nostalgia di tornare a casa. 
E c’è una scena in cui Crusoe ubriaco va in surf, e qui viene espresso il suo tormento interno attraverso le immagini più chiaramente di quanto avrebbero fatto le parole. Ma tutto questo dopo un po’ sarebbe diventato molto monotono e, per fortuna, e con un bel sollievo, vediamo Mac presentarsi sull’isola.

L’uso del 3D in Robinson Crusoe non sembra essere efficace anche se è graficamente d’impatto vedere gli uccelli che piombano sullo spettatore e altri animali che scorrazzano al di fuori dallo schermo, la sceneggiatura fiacca e noiosa fa sembrare il tutto un semplice luogo sovraffollato.

La musica di Ramin Djawadi aggiunge un bel tocco alle sequenza delle immagini. 

In conclusione anche se la trama è molto semplice e lineare, con una storia raccontata un milione di volte, in questo film la narrazione avviene attraverso gli occhi degli animali piuttosto che di Crusoe e questo offre un tocco interessante anche se rimane pur sempre film per bambini.


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