Cartoni animati

Malvizia, la piccola principessa dal grande coraggio


2016-02-15 0 154 Vimeo

c’era una vota ù re  bafè viscotta e minè  che aveva nà figghia,  bafigghia, viscotta e minigghia... Inizia così lo spettacolo che narra la storia di Malvizia, la piccola principessa dal grande coraggio, liberamente ispirato all'omonima fiaba raccontata da Agatuzza Messia di Palermo e trascritta dall'antropologo e medico Giuseppe Pitrè. All'inizio ci troviamo in un luogo non definito come ai confini di uno spazio che si sforza di essere più neutro possibile, coperto con tantissimi teli neri. Ci pensa il nostro Peppe 'Nnappa a farci da cicerone, mentre anticipa in rima i fatti salienti della storia, parafrasando alla sua maniera una filastrocca siciliana piuttosto famosa e introducendoci così in un'atmosfera rituale e di iniziazione. Malvizia è una deliziosa donzella figlia di un Re, che ogni mattina si reca nel suo meraviglioso giardino ad ammirare una pianta di rose a cui è molto legata perché è l'unico ricordo che le è rimasto della sua mamma, ma un brutto giorno un'aquila rompe questo incantevole idillio tra lei e la sua pianta, rubandogliela e scappando via... La povera fanciulla, disperata e rimpicciolita dal dispiacere, si traveste da pellegrina e con grande coraggio affronta un viaggio pieno di avventure per riprendersi ciò che le appartiene. Comincia così per lei un cammino iniziatico irto di difficoltà da superare, che solo grazie a una grande determinazione e forza di volontà riuscirà a portare a termine con successo. I luoghi in cui accade la fiaba sono quattro: il castello, l'eremo, il palazzo blu, la casa-vulcano. Questi quattro luoghi rappresentano la geografia del cammino iniziatico della protagonista della fiaba che nelle tappe del suo viaggio incontrerà varie figure che segneranno il suo destino: dei monaci che vivono nell'eremo e che le daranno il loro aiuto, la regina del palazzo blu, che le darà in dono un'anello fatato, e infine Madredraga, un essere magico che vive nelle viscere della sua casa-vulcano e che la farà prigioniera. Quando sembra però che tutto ormai sia perduto, ecco accorrere in suo aiuto proprio l'aquila che le aveva rubato la rosa, un'aquila che in realtà nasconde un terribile segreto... ...e per dirla alla maniera del Pitrè, "loro rimasero felici e contenti e noi siamo qua a lucidarci i denti" Durata: 35 minuti